The Omniaficta Theatre On The Net

A volte ritornano (per fortuna)

lascia un commento »

Scrive Alcor in un commento: “non si fa critica, nei e con i commenti, si fa comunità”. L’avranno capito i lettori-scrittori-critici di questo dibattito rivelatore? Non resta che leggere.

Written by omniaficta

10 Novembre 2009 alle 21:11

Omniafacebook

lascia un commento »

facebookInsomma, è così. Se non sei su fb, non sei più nessuno. I blog languono, in astinenza da lettori. Persone e personaggi abbandonano (o trascurano) i luoghi della scrittura e del commento per l’adolescenziale potenza aggregativa di facebook. Dico tutto questo per averlo sperimentato, mica per fare il passatista! Ci sono anch’io su fb, anche se non come omniaficta. Dopo una decina di giorni di curiosità e di “frenetica” partecipazione, già mi annoia. Forse c’è anche un po’ di snobismo, ma la vera ragione è che questo apparente inno all’amicizia ne è invece il rovesciamento. I veri amici non hanno bisogno di restare in contatto, perché all’amicizia basta poco, se ha una storia alle spalle. Questa accumulazione di contatti, invece, si risolve tutta nel qui e ora di una homepage. E tutto si risolve in un gioco di società (visto che la Società, quella che dà senso al vivere con gli altri, non esiste più, come ci ha ricordato Paolini ieri sera su La 7). Un gioco che può anche essere piacevole e gratificante, ma è estremamente fuorviante se preso sul serio.

Ma a chi lo dico? Sono tutti fuori a giocare.

Written by omniaficta

10 Novembre 2009 alle 18:11

Il sogno della Ragione (diciamo l’incubo)

lascia un commento »

Sul supplemento DOMENICA de Il Sole 24 Ore del 1 novembre, Gilberto Corbellini recensisce ben due libri senza dire quasi nulla del loro contenuto (quasi non li avesse nemmeno letti). Se la prende invece con chi si oppone agli OGM, con l’argomento preferito dalla propaganda dei produttori di semi ovvero l’accusa di oscurantismo antiscientifico. Scrive di un “oscurantismo tecnofobico (anti-ogm in prima istanza) che asseconda gli interessi parassitari di nicchia di Coldiretti, Coop e Slow Food”. Interessi parassitari? Non si capisce quali possano essere gli interessi parassitari di un’associazione di categoria, di un’impresa cooperativa e di un’associazione culturale. E Corbellini non ne cita uno (alla faccia di un atteggiamento scientifico che dovrebbe essere sempre fondato su prove di quello che si afferma). Il giornale di Confindustria non è nuovo ad attacchi di questo tipo. Ha spesso dedicato pagine a difendere gli OGM da presunti passatisti, interessati e bugiardi. E chissà perché lo fa. Peccato che gli OGM (quelli utilizzati in agricoltura) non siano sinonimo di ricerca scientifica. Sono piuttosto il perverso risultato della ricerca di profitto. Ciò contro cui i presunti oscurantisti si scagliano è infatti la privatizzazione degli organismi finalizzata al profitto a breve termine, non certo la ricerca genetica che peraltro si occupa di ben altri aspetti e problemi. La proprietà privata degli OGM è il problema (se vogliamo lasciare da parte l’insufficienza di evidenze sulla loro maggiore produttività e salubrità). Sapete, è come se io modificassi alcune righe di un romanzo scritto da un altro e lo ripubblicassi come se fosse mio. Pensereste che è una cosa ben fatta? Ebbene, le ditte di sementi OGM fanno esattamente questo: brevettano interi organismi cui è stata modificata solo una piccolissima porzione di patrimonio genetico. Dove sono dunque gli interessi parassitari? Insomma, Corbellini s’illude se pensa di essere un difensore della ragione e della scienza. La sua è un’ideologia assai più infondata e “interessata” di quella di chi si pone dubbi e domande sugli OGM. Dubbi e domande a cui si dovrebbe rispondere con evidenze scientifiche, una volta tanto, invece di reagire con accuse generiche ed evidentemente propagandistiche. Ma questo è un sogno, lo so.

 

Written by omniaficta

2 Novembre 2009 alle 15:46

L’occasione

con 2 commenti

Queste primarie sono state l’occasione per restituire una passione, per discutere, per ravvivare l’impegno. Sono l’occasione per un gruppo dirigente di dimostrare se sa essere all’altezza di un popolo che non si tira indietro, che ci crede fino in fondo, a dispetto di tutto quello che non va. Un’occasione da non perdere.

Written by omniaficta

25 Ottobre 2009 alle 23:56

Perchè?

con 5 commenti

Argentin, Bersani, Boccuzzi, Boffa, Bucchino, Calearo Ciman, Malgaro, Capodicasa, Carra, Ceccuzzi, Cesario, Codurelli, D’Alema, Damiano, D’Antoni, De Micheli, Esposito, Fiano, Fioroni, Franceschini, Gaglione, Garofani, Giacomelli, Gozi, La Forgia, Levi, Lolli, Losacco, Maran, Marchignoli, Martino, Meta, Mogherini Rebesani, Mosella, Picierno, Pistelli, Pollastrini, Pompili, Porta, Portas, Realacci, Rosato, Sani, Servodio, Tenaglia, Turco, Vaccaio, Vassallo, Vernetti, Villecco Calidari, Zampa. Perchè?

Written by omniaficta

2 Ottobre 2009 alle 14:42

Il peggior giornalismo degli ultimi 150 anni

con un commento

Volete farvi un’idea di come si fa giornalismo politico in una democrazia? Allora provate a leggere questo articolo. Naturalmente il pezzo non è in italiano … e come potrebbe?

Written by omniaficta

11 Settembre 2009 alle 20:17

Pubblicato in contraddetti

Taggato con , , , ,

The press (and freedom too)

con un commento

Basta (ma basta dirlo?)

Basta (ma basta dirlo?)

Written by omniaficta

5 Settembre 2009 alle 11:37

Fate il nostro gioco

con 8 commenti

Logo%20SEnalotto

Ne parlano tutti, dirò anch’io qualcosa di questo benedetto 6 del superenalotto. Vorrei cominciare con il dire quello che mi dà fastidio: i saputelli che ti ripetono quanto infinitesimale sia la probabilità di vincita, i moralisti che condannano l’avida ambizione che ha contagiato il popolo, gli snob che si compiacciono con sé stessi per non essere mai caduti nella puerile illusione dell’azzardo. Vorrei quindi confessare di aver giocato qualche euro in queste ultime settimane. Se dovessi spiegare il motivo, direi che l’ho fatto per 3 ragioni. Innanzitutto per sognare ad occhi aperti, attività brutalmente denigrata dalla mentalità che teme ogni segnale di un cervello che lavora “gratuitamente”. Poi per partecipare a qualcosa di più grande di me: tutta questa gente che si affolla nelle ricevitorie (e con quale levità ed eccitazione!), tutti questi soldi in palio, tutta questa spasmodica attesa. Infine per il divertimento che mi dà questo gioco, con una modesta spesa, assai meno di un film o di una pizza.

Manca qualcosa, vero? Il motivo profondo, quello che cova sotto tutte le nostre chiacchere, l’ovvia ed evidente ragione che sta davanti agli occhi. I soldi. Tanti, tantissimi. Oltre ogni banale soddisfazione, oltre ogni rassicurazione di benessere, oltre ogni immaginazione di spesa. Tanto che verrebbe da dire: chi li vincerà potrà smettere di lavorare, certo, ma dovrà mettersi a lavorare per quei soldi. E così, pensando a questo, ci consoleremo di non aver vinto. Continueremo la nostra vita, nemmeno troppo delusi, alla fine di questa sbornia dell’azzardo. Quasi contenti, in fondo, che qualcuno – uno come noi – abbia vinto. Perchè si gioca tutti insieme contro il banco (che non sa perdere), anche se vince uno (che è sempre un altro). La morale è questa. La speranza è un’altra.

Written by omniaficta

16 Agosto 2009 alle 19:11

Pubblicato in contraddetti

Taggato con , ,

L’inciviltà dell’immagine

lascia un commento »

Quanto potrà durare? Non so se avete letto questo. Sono previsioni plausibili e nemmeno così apocalittiche, ma sembrano dirci che la parola scritta perde inesorabilmente terreno in internet. Presto tutti quelli che trovano “faticoso” scrivere, anche solo poche parole sgrammaticate, colonizzeranno il web con i loro video sgrammaticati, in compagnia di quelli che a scrivere e leggere non hanno proprio mai pensato. Se almeno questo fosse l’attacco decisivo alla televisione grandefraterna, allora si potrebbe anche gioire. Invece tutto si tiene insieme, come se ci fosse una sorta di “cartello” dell’inciviltà che marcia a grandi passi verso il dominio o la caduta.

Written by omniaficta

12 Agosto 2009 alle 15:42

Una lettura estiva

con 4 commenti

Alla fine, dopo averne letto e sentito parlare, mi sono deciso a dare un’occhiata a  Stieg Larsson. Memore di precedenti fregature con altri libri da classifica e non avendo più un angolo libero dove mettere un libro di quasi 700 pagine, ho chiesto in prestito alla biblioteca comunale “Uomini che odiano le donne”, il romanzo che inaugura la trilogia Millennium, pubblicata da Marsilio nella traduzione di Carmen Giorgietti Cima. Ho dovuto aspettare alcune settimane per avere la copia e quando sono andato a ritirarla mi hanno pregato di restituirla senza ritardi: c’era un bel numero di lettori in lista d’attesa.

Le aspettative. Sono tremende, no? Si formano a dispetto di ogni razionalità e ti si piazzano nel cervello con l’aria di saperla lunga, futili fantasmi destinati a volar via alle prime luci di una nuova esperienza. Devo confessare che le mie aspettative su Larsson, per motivi non del tutto chiari, si erano attestate su di un livello abbastanza alto, pericolosamente a rischio di una rovinosa caduta. Pensate che mi ero fatto l’idea che potesse essere vicino al livello di Patricia Highsmith.

A questo punto si può comprendere la mia sorpresa dopo aver letto le prime 50 pagine. Innazitutto Larsson non è la Highsmith. Anzi, ad essere onesti non è nemmeno Leslie Charteris. Ma non è proprio questa la vera sorpresa. Lo è invece il fatto che, giunto a pagina 50, non mi sono fermato, al contrario ho accelerato la lettura e mi sono bevuto 676 pagine in una manciata di ore. Incredibile questo mix di delusione e curiosità, ma non tanto. Perché questo romanzo (sono in realtà due vicende una dentro l’altra) è un’efficace macchina d’intrattenimento, un onesto prodotto artigianale ottenuto lavorando (anche) materie “difficili” come il giornalismo economico, le perversioni, l’etica. È solo questo. Non mi sembra che tenti, nemmeno per sbaglio, di essere altro: che so, una rivoluzione nel genere “suspence” o persino una qualche forma di vera letteratura travestita da poliziesco. Insomma, quello che volevo dirvi è di non leggerlo se pensate che Larsson scrivesse come Simenon. Ma se doveste fare un lungo viaggio in treno…

Written by omniaficta

15 Luglio 2009 alle 10:37

Pubblicato in letteratura

Taggato con , , ,