The Omniaficta Theatre On The Net

Posts Tagged ‘scienza

Basta un poco di zucchero…

leave a comment »

Scienziati: lo zuccheroè pericoloso come lalcol – Scienza – lUnità.

Sul fatto che ci siano comportamenti “pericolosi” non si discute. Ci sono. Alcuni sono inevitabili. Altri sono indotti. Alcuni sono piacevoli e altri no. Comunque, sempre più spesso si presenta questa tendenza al “moralismo” fondata sulla ricerca scientifica. Si dice: abbiamo scoperto che questa cosa fa male e quindi occorre tassarla, metterci un’etichetta terroristica e curare quelli che ne fanno uso. Perché la colpa è del consumatore, ovviamente, che non sa resistere e deve essere protetto da sé stesso e dal mondo. Sull’argomento ci sarebbero molte cose da dire. Ne direi due. Brevissime.

Innanzitutto è necessario distinguere le responsabilità di ogni soggetto. Ad esempio, le aziende cercano di vendere i loro prodotti (che spesso sono schifezze, altrimenti non ricorrerebbero a questi mezzi) facendo leva su meccanismi di “dipendenza” a tutti i livelli, sia fisica che psicologica. Per evitare questi comportamenti occorre darsi delle regole, proibendo l’aggiunta di sostanze potenzialmente pericolose (anche solo per il dosaggio) negli alimenti. Senza criminalizzare chi consuma senza consapevolezza.

Ma poi diciamocelo. Sono tutti pronti a indicarci la retta via, pretendendo di farci star meglio. Ma questi “scienziati” alzano mai gli occhi dal loro microscopio (in senso metaforico)? Si guardano mai attorno per vedere quali pericoli corriamo veramente? E si rendono conto delle implicazioni culturali dei comportamenti, che non sono solo connessi alla biologia e/o alla volontà di ciascuno? Ecco, mi piacerebbe che si guardasse all’insieme dei problemi, senza pensare di poter trasferire le scoperte della ricerca (sacrosante e utili, ovviamente) sul terreno pragmatico e normativo così rozzamente, senza riflessione. Cominciando intanto da questa constatazione: essere vivi è pericoloso comunque. Anche il più salutista dovrà alla fine convenire sul fatto che non potrà evitare le conseguenze del proprio assetto genetico, dell’inquinamento o di un terremoto, di una caduta dalla bicicletta o di una malattia infettiva…

Written by omniaficta

5 febbraio 2012 at 20:06

Pubblicato su contraddetti

Tagged with , , , , ,

Il sogno della Ragione (diciamo l’incubo)

with one comment

Sul supplemento DOMENICA de Il Sole 24 Ore del 1 novembre, Gilberto Corbellini recensisce ben due libri senza dire quasi nulla del loro contenuto (quasi non li avesse nemmeno letti). Se la prende invece con chi si oppone agli OGM, con l’argomento preferito dalla propaganda dei produttori di semi ovvero l’accusa di oscurantismo antiscientifico. Scrive di un “oscurantismo tecnofobico (anti-ogm in prima istanza) che asseconda gli interessi parassitari di nicchia di Coldiretti, Coop e Slow Food”. Interessi parassitari? Non si capisce quali possano essere gli interessi parassitari di un’associazione di categoria, di un’impresa cooperativa e di un’associazione culturale. E Corbellini non ne cita uno (alla faccia di un atteggiamento scientifico che dovrebbe essere sempre fondato su prove di quello che si afferma). Il giornale di Confindustria non è nuovo ad attacchi di questo tipo. Ha spesso dedicato pagine a difendere gli OGM da presunti passatisti, interessati e bugiardi. E chissà perché lo fa. Peccato che gli OGM (quelli utilizzati in agricoltura) non siano sinonimo di ricerca scientifica. Sono piuttosto il perverso risultato della ricerca di profitto. Ciò contro cui i presunti oscurantisti si scagliano è infatti la privatizzazione degli organismi finalizzata al profitto a breve termine, non certo la ricerca genetica che peraltro si occupa di ben altri aspetti e problemi. La proprietà privata degli OGM è il problema (se vogliamo lasciare da parte l’insufficienza di evidenze sulla loro maggiore produttività e salubrità). Sapete, è come se io modificassi alcune righe di un romanzo scritto da un altro e lo ripubblicassi come se fosse mio. Pensereste che è una cosa ben fatta? Ebbene, le ditte di sementi OGM fanno esattamente questo: brevettano interi organismi cui è stata modificata solo una piccolissima porzione di patrimonio genetico. Dove sono dunque gli interessi parassitari? Insomma, Corbellini s’illude se pensa di essere un difensore della ragione e della scienza. La sua è un’ideologia assai più infondata e “interessata” di quella di chi si pone dubbi e domande sugli OGM. Dubbi e domande a cui si dovrebbe rispondere con evidenze scientifiche, una volta tanto, invece di reagire con accuse generiche ed evidentemente propagandistiche. Ma questo è un sogno, lo so.

 

Written by omniaficta

2 novembre 2009 at 15:46

Critica della ragion virtuale

with 3 comments

Sul sito dell’editore Il Pensiero Scientifico c’è un’interessante intervista al rianimatore Giuseppe Gristina, un medico che ha aperto un blog con un collega, divulgando una lettera aperta sul dibattico bioetico e politico e cercando così di aggregare una parte del fronte “laico” su temi delicati (ad esempio, stato vegetativo e nutrizione artificiale). Nell’intervista affronta il tema dell’uso del blog per la discussione e la promozione di idee, sia scientifiche che politiche. E appare scettico e deluso.

Ora, se andate a leggere il blog, vedete subito dove sta il problema e dove nasce la delusione. Per dirlo brutalmente, non si tratta affatto di un blog. C’è la lettera aperta, la pagina di adesione e una serie di corposi commenti. Fine. Non ci sono altri post e non ci sono link. In altre parole la delusione nasce dal fatto di non aver sfruttato correttamente lo strumento che viene offerto dal blog.

Dice il dr. Gristina nell’intervista: “Accade che più blog intervengano su un tema condividendo la medesima idea. Se si unissero avrebbero un maggiore impatto. Al contrario accade che A, B e C pensano la stessa cosa e, invece di convergere in una quarta unità D, procedono ciascuno per la propria strada, senza riuscire ad ottenere quella massa critica, che è essenziale per passare a un piano superiore per espandere quanto più possibile il tuo pensiero.”

Sarà vero? Occorre veramente puntare ad una massa critica? Dipende, è chiaro. Per fare politica (in senso ampio) può essere necessario, ma per fare pensiero non serve. Certo, occorre darsi da fare e navigare e commentare e scrivere e postare. E occorre stare ben dentro la relazione che si crea attraverso il blog. La diffidenza verso il “virtuale” (un po’ anacronistica, per la verità) che emerge dall’intervista è il principale ostacolo verso un uso efficace del blog. Si tratta di un atteggiamento molto diffuso, non solo tra chi fa fatica ad adattarsi alla dinamicità di internet, ma anche in molti giovani che lo usano abilmente senza capire la sostanza relazionale che rende possibile il pensiero. Più che di massa critica, avremmo bisogno di una capacità critica di massa.

Written by omniaficta

26 marzo 2009 at 18:43

Pubblicato su segnalazioni

Tagged with , , , , ,