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L’anatema di Erri De Luca

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Written by omniaficta

16 maggio 2011 at 18:01

La debolezza del lettore (forte)

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Avendo terminato la lettura di “Nathan il Saggio” di Lessing, mi sto chiedendo quale dei molti libri iniziati riprendere in mano. Sono indeciso tra “La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” di Sterne, il “Trattato teologico-politico” di Spinoza, “La democrazia in America” di de Tocqueville, “I benandanti” di Ginzburg, “La morte di Virgilio” di Broch. Forse mi converrebbe leggiucchiare la “Leggenda aurea” di Iacopo da Varazze, che ne pensate? E se andassi in libreria a cercare un romanzetto facile-facile?

Sapete cosa vi dico? Mi leggo qualche poesia di Wallace Stevens e vado a letto. Ci penserò domani.

Written by omniaficta

4 febbraio 2010 at 21:48

Pubblicato su frammenti

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Barocchistmi

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A volte, dopo interminabili indecisioni sul da non-farsi, mi prende un’improvvisa voglia di vecchie letture. Vorrei rileggere qualcosa che mi segnò un tempo, nemmeno ricordo quanto lontano; ad esempio, ritrovare lo sciocco me stesso che sperava di conquistare un cuore traducendo un sonetto di Henry King. Magari quello dove si legge: “By sad experience I have found / That her perfection is my wound”.
A volte, mi piace invece ritrovare il fremito raggelato e distanziante delle clessidre e delle rose di Quevedo. Oppure, quasi quasi m’immergo nei sonetti di Sor Juana Ines de la Cruz, gioielli d’intelligenza emotiva che tolgono il fiato. Ma forse al mio umore s’addice di più Camoes, che perse tutto (e non era poco) ma non la capacità di sentire una lontana felicità. A un tratto mi torna in mente un verso e un nome. Niente di più. E non so dire come e perché, ma ascolto l’incerta voce come se avessi compreso qualcosa di noi e del nostro autentico desiderio. “Du seist die Schonheit dieser Welt” è il verso. Johann Christian Gunter è il nome.
In realtà, tutto questo non succede quasi mai, anche se qualcosa vuol dire.

Written by omniaficta

8 febbraio 2008 at 16:16

Pubblicato su letteratura, microbiografie

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Dice l’amore

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Ho comprato un libro per una poesia in copertina. L’ingannevole sineddoche delle copertine della bianca Einaudi, sapete. Una poesia non dice tutto, ma sono portato a crederle. Mi sembra una promessa, a volte non mantenuta. Il libro è quello di Erich Fried, È quel che è (sottotitolo: poesie d’amore di paura di collera), tradotto da Andrea Casalegno e introdotto da Luigi Forte. Alla fine mi ha un po’ deluso. Ma non sono pentito. Perchè la poesia in copertina è questa.

 

 

Was es ist

 

Es ist Unsinn

sagt die Vernunft

Es ist was es ist

sagt die Liebe

 

Es ist Unglück

sagt die Berechnung

Es ist nichts als Schmerz

sagt die Angst

Es ist aussichtslos

sagt die Einsicht

Es ist was es ist

sagt die Liebe

 

Es ist lächerlich

sagt der Stolz

Es ist leichtsinnig

sagt die Vorsicht

Es ist unmöglich

sagt die Erfahrung

Es ist was es ist

sagt die Liebe

 

 

 

Quel che è

 

È assurdo

dice la ragione

È quel che è

dice l’amore

 

È infelicità

dice il calcolo

Non è altro che dolore

dice la paura

È vano

dice il giudizio

È quel che è

dice l’amore

 

È ridicolo

dice l’orgoglio

È avventato

dice la prudenza

È impossibile

dice l’esperienza

È quel che è

dice l’amore

 

Written by omniaficta

16 ottobre 2007 at 22:33

Pubblicato su letteratura

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