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La debolezza del lettore (forte)

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Avendo terminato la lettura di “Nathan il Saggio” di Lessing, mi sto chiedendo quale dei molti libri iniziati riprendere in mano. Sono indeciso tra “La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” di Sterne, il “Trattato teologico-politico” di Spinoza, “La democrazia in America” di de Tocqueville, “I benandanti” di Ginzburg, “La morte di Virgilio” di Broch. Forse mi converrebbe leggiucchiare la “Leggenda aurea” di Iacopo da Varazze, che ne pensate? E se andassi in libreria a cercare un romanzetto facile-facile?

Sapete cosa vi dico? Mi leggo qualche poesia di Wallace Stevens e vado a letto. Ci penserò domani.

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Written by omniaficta

4 febbraio 2010 at 21:48

Pubblicato su frammenti

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Ulteriori notizie e aggiornamenti sul sito di Untitl.Ed.

Written by omniaficta

5 gennaio 2010 at 18:40

I nuovi libri di Untitl.Ed

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I bellissimi libri di Untitled Editori: cercateli, leggeteli, regalateli.

"Guida al prossimo vostro" di Giacomo Bencistà

"Sgabello" di Sarah Spinazzola

"Animanti"

Written by omniaficta

9 dicembre 2009 at 19:31

A volte ritornano (per fortuna)

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Scrive Alcor in un commento: “non si fa critica, nei e con i commenti, si fa comunità”. L’avranno capito i lettori-scrittori-critici di questo dibattito rivelatore? Non resta che leggere.

Written by omniaficta

10 novembre 2009 at 21:11

La monarchia dell’autore

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C’è da chiedersi la ragione di tanto esibizionismo autoriale. Spinti da un’editoria industriale permeabile e spietata, molti scrittori si affannano a imbastire il loro trono di cartapesta, tribuna istrionica che fintamente elargisce i significati che dovrebbero sostenere l’opera. Regni da operetta, in realtà, serissime farse costruite come rovesciamenti drammatici di un film dei fratelli Marx. Non si ride. La loro verità è questa, in fondo. Non c’è niente da ridere. Tanto vale farsi un nome.

Invece. Cos’è un libro?

«Un libro si produce, avvenimento minuscolo, piccolo oggetto maneggevole. È da questo momento preso in un gioco senza posa di ripetizioni; i suoi doppi, attorno e lontano da lui, si moltiplicano; ciascun lettore gli dà, per un istante, un corpo impalpabile e unico; frammenti circolano, che sono fatti passare per lui, che si dice lo contengano quasi tutto e nei quali alla fine gli capita di trovar rifugio; i commenti lo raddoppiano (…)

Per chi scrive il libro, grande è la tentazione di dettar legge a tutto quello sfarfallamento di simulacri, di prescriver loro una forma, provvederli di una identità, imporgli un contrassegno che dia a tutti un certo valore costante (…) “Sono l’autore; mirate il mio volto o il mio profilo; ecco a che cosa dovranno rassomigliare tutte quelle figure raddoppiate che circoleranno sotto il mio nome; quelle che se ne allontaneranno, non varranno nulla; e il valore delle altre, è dal grado di rassomiglianza che voi potrete giudicarlo. Io sono il nome, la legge, l’anima, il segreto, la bilancia di tutti quei doppi” (…)

Vorrei che questo oggetto-avvenimento, quasi impercettibile fra tanti altri, si ricopiasse, si frammentasse, si ripetesse, si simulasse, si raddoppiasse, sparisse infine senza che la persona cui è capitato di produrlo possa mai rivendicare il diritto di esserne il maestro, di imporre quel che voleva dire, né di dire quel che doveva essere»

da Michel Foucault – prefazione a Storia della follia nell’età classica (tradotta da Emilio Renzi e Vittore Vezzoli), Rizzoli.

Written by omniaficta

6 ottobre 2007 at 16:14