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ProPublica is Hiring a Reporter to Cover the Intersection of Cyber and National Security

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Si trovano solo lavori “impossibili”.

ProPublica is an independent, non-profit newsroom that produces investigative journalism in the public interest.

Sorgente: ProPublica is Hiring a Reporter to Cover the Intersection of Cyber and National Security – ProPublica

Written by omniaficta

31 maggio 2017 at 17:29

Pubblicato su politica

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Come si cambia

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Una signora con i capelli bianchi, berlusconiana di ferro, fedele del TG1 e del TG4, stamattina mi ha detto che non ci si può aspettare niente di buono dal governo. Bisogna arrangiarsi, dice. Ha aggiunto che vorrebbe trovare un lavoretto perché della pensione sua e del marito non rimane niente a fine mese, anzi, hanno anche dovuto intaccare i risparmi. Niente di straordinario, direte voi. E invece a me sembra straordinario che una persona che forma i propri giudizi politici sulla TV più berlusconiana riesca comunque a confrontare la realtà con la narrazione televisiva, giungendo alla conclusione che qualcosa non quadra. Questo bozzetto la dica lunga di come sono messi il paese, la politica e i media. E dice anche che è più facile ingannare le persone con la pancia piena.

Written by omniaficta

9 giugno 2010 at 09:57

Pubblicato su Uncategorized

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Il piazzista

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Se non puoi riempire una piazza, che fai? Ne costruisci una più piccola. Una ad uso e consumo delle telecamere, l’unico occhio che conta, l’unico senso che resta. Così puoi raccontare la tua storia, il racconto di un uomo e un popolo che avrebbero valori, ideali, sogni comuni. E il cui rapporto non può essere incrinato da nulla. Una leggenda plausibile, rassicurante. Non importa a nessuno che sia stata elaborata a tavolino da copywriter ed esperti di marketing politico. Che differenza può fare se funziona, se sta in piedi e può essere venduta facilmente? L’apparenza è tutto, la propaganda è ovunque. Il potere può camminare su queste gambe e andare lontano. Si può immaginare che questa sia la politica. E illudersi di poter controllare eventuali variabili e dissensi. Nessuno di noi può sapere fino che a punto si spingerà questa illusione. Però sappiamo che non ha contagiato tutti. C’è ancora chi vuole guardare in faccia la realtà, discuterla, comprenderla e magari cambiarla. Qualcuno che ancora crede nella partecipazione al mondo e non al gregge. Qualcuno che sente di appartenere a una dimensione sociale in cui tutti sono importanti. Un’altra dimensione, certo, rispetto a quella del potere che si vende e si compra. Del potere che non è più di tutti, ma di pochi. Qualcuno c’è, qualcuno che non crede al piazzista e alla sua leggenda senza valore.

Written by omniaficta

20 marzo 2010 at 23:52

Pubblicato su contraddetti

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Deserto

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“La situazione nella Piana di Gioia Tauro presenta caratteristiche riferibili a un contesto di crisi umanitaria”, si legge nel rapporto di Medici Senza Frontiere dedicato alla condizioni degli immigrati impiegati in agricoltura nelle regioni del Sud Italia. Il rapporto è del 2007, ma si potevano scrivere le stesse cose nel 2006 e le possiamo ripetere anche oggi. E’ una crisi umanitaria. Sì, qui la Calabria è come il Sudan della guerra civile e delle carestie. Come lo Zimbabwe del colera. Come il Congo dei conflitti e delle epidemie.

Da un articolo di Famiglia Cristiana del dicembre 2008, firmato da Roberto Zichittella. (trovato sul blog Atlantis)

Written by omniaficta

12 gennaio 2010 at 21:52

Domenica (tempo di prediche)

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Gianni Riotta su “Il Sole 24 Ore” di oggi prende spunto dall’ultimo saggio di Jaron Lanier per criticare un poco genericamente Internet e i suoi contenuti poco “gerarchizzati”. Non ha proprio tutti i torti, ma non dice nemmeno nulla di rilevante sull’argomento quando ricorda i limiti di Google o di Wikipedia. Sono cose ben conosciute e gli stessi utenti ne sono prevalentemente consapevoli. Però sbaglia bersaglio quando attacca l’anonimato e quando propone virtù come la serenità, l’autorevolezza, la vivacità, l’impegno e la critica, come se solo la Rete ne fosse priva. Forse vale la pena di ricordare le parole di Lanier: “The beauty of the Internet is that it connects people. The value is in the other people. If we start to believe that the Internet itself is an entity that has something to say, we’re devaluing those people and making ourselves into idiots.” Insomma, bisognerebbe una buona volta capire che non ha senso la demonizzazione generica di Internet (verrebbe da dire che il mezzo non è il messaggio). Si dovrebbero invece criticare specifici comportamenti e distorsioni, allo scopo di migliorare la qualità dei contenuti. Ricordando magari che proprio i giornali e le televisioni potrebbero cominciare a fare altrettanto sui propri “contenuti”, che non hanno poi tutta questa autorevolezza, chiarezza e serenità.

Nel frattempo sull’inserto DOMENICA dello stesso quotidiano…

“Oggi, per pubblicare le proprie opinioni, o poesie, o racconti, o persino romanzi, basta aprire un blog. Non costa niente, se non fatica e dedizione. Lo scambio di informazioni, di creatività, o semplicemente di parole, è vertiginoso. Nel frattempo, il mercato tradizionale del libro sta diventando sempre di più feudo di catene di negozi che vendono una gamma sempre più ristretta di titoli mediocri”.

Tim Parks

Written by omniaficta

10 gennaio 2010 at 16:14

Il sogno della Ragione (diciamo l’incubo)

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Sul supplemento DOMENICA de Il Sole 24 Ore del 1 novembre, Gilberto Corbellini recensisce ben due libri senza dire quasi nulla del loro contenuto (quasi non li avesse nemmeno letti). Se la prende invece con chi si oppone agli OGM, con l’argomento preferito dalla propaganda dei produttori di semi ovvero l’accusa di oscurantismo antiscientifico. Scrive di un “oscurantismo tecnofobico (anti-ogm in prima istanza) che asseconda gli interessi parassitari di nicchia di Coldiretti, Coop e Slow Food”. Interessi parassitari? Non si capisce quali possano essere gli interessi parassitari di un’associazione di categoria, di un’impresa cooperativa e di un’associazione culturale. E Corbellini non ne cita uno (alla faccia di un atteggiamento scientifico che dovrebbe essere sempre fondato su prove di quello che si afferma). Il giornale di Confindustria non è nuovo ad attacchi di questo tipo. Ha spesso dedicato pagine a difendere gli OGM da presunti passatisti, interessati e bugiardi. E chissà perché lo fa. Peccato che gli OGM (quelli utilizzati in agricoltura) non siano sinonimo di ricerca scientifica. Sono piuttosto il perverso risultato della ricerca di profitto. Ciò contro cui i presunti oscurantisti si scagliano è infatti la privatizzazione degli organismi finalizzata al profitto a breve termine, non certo la ricerca genetica che peraltro si occupa di ben altri aspetti e problemi. La proprietà privata degli OGM è il problema (se vogliamo lasciare da parte l’insufficienza di evidenze sulla loro maggiore produttività e salubrità). Sapete, è come se io modificassi alcune righe di un romanzo scritto da un altro e lo ripubblicassi come se fosse mio. Pensereste che è una cosa ben fatta? Ebbene, le ditte di sementi OGM fanno esattamente questo: brevettano interi organismi cui è stata modificata solo una piccolissima porzione di patrimonio genetico. Dove sono dunque gli interessi parassitari? Insomma, Corbellini s’illude se pensa di essere un difensore della ragione e della scienza. La sua è un’ideologia assai più infondata e “interessata” di quella di chi si pone dubbi e domande sugli OGM. Dubbi e domande a cui si dovrebbe rispondere con evidenze scientifiche, una volta tanto, invece di reagire con accuse generiche ed evidentemente propagandistiche. Ma questo è un sogno, lo so.

 

Written by omniaficta

2 novembre 2009 at 15:46

Il peggior giornalismo degli ultimi 150 anni

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Volete farvi un’idea di come si fa giornalismo politico in una democrazia? Allora provate a leggere questo articolo. Naturalmente il pezzo non è in italiano … e come potrebbe?

Written by omniaficta

11 settembre 2009 at 20:17

Pubblicato su contraddetti

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