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Partiti!

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Ormai è abbastanza chiaro. Alle prossime elezioni, a meno di ulteriori terremoti politici, si presenteranno 3 coalizioni. Ci sarà la destra PDL + Lega, la sinistra PD + Vendola + IDV e il centro UDC (Partito della Nazione?) + Futuro e Libertà + Rutelli + Montezemolo. Sarà una lotta dagli esiti incerti. A decidere saranno, al solito, le astensioni. Non si tratterà quindi di “rubare” voti agli avversari, quanto di portare a votare tutti i propri elettori. E questo implicherà una radicalizzazione delle posizioni e uno scontro duro, senza esclusione di colpi. Non aspettiamoci garbati confronti sui programmi. Sarà piuttosto una campagna elettorale fatta di accuse reciproche, linguaggi violenti e scontri personali. Faranno a gara per battere sul tempo gli avversari con idee semplici e popolari. Si ripeteranno fino alla noia le accuse reciproche, fondate o infondate che siano.

Di questo scenario si può già adesso dire qualcosa che non suoni come un tentativo di profezia. Comunque vada, Berlusconi si troverà a occupare la posizione più a destra e credo che farà di tutto per nascondere questo fatto. Se ci si pensa, la strategia di Fini aveva questo obiettivo. Quel continuo riposizionarsi verso una posizione di destra “alla francese”, laica, nazionalista, statalista, avrebbe così un senso: spingere Berlusconi verso posizioni sempre più populiste, quasi appiattito su quelle della Lega. Non è stata quindi una mossa stupida entrare nel PDL, perché gli ha permesso di abbandonare una collocazione che lo rendeva inesorabilmente condannato ad allearsi con Berlusconi. Poi ha scelto di assumere un ruolo istituzionale e anche questo poteva sembrare un errore. Invece è stato essenziale per raggiungere l’obiettivo di scavalcare Berlusconi e ritrovarsi alla destra del centro, diciamo così.

Una seconda considerazione riguarda la sinistra. Se si voterà con questa legge elettorale (ed è probabile) potrebbe anche vincere, nel caso che il centro vada sufficientemente bene da indebolire la destra. In effetti, se il PD si ostina a perseguire una riforma elettorale proporzionale (con lo sbarramento che a questo punto non avrebbe alcun senso) rischia di fare un favore al centro che vincerebbe comunque perché sarebbe probabilmente determinante in Parlamento per formare una maggioranza. Solo il doppio turno con collegi uninominali potrebbe essere una buona alternativa alla legge elettorale attuale, per la sinistra. Per vincere occorrerà però concentrarsi sulle regioni del centro-sud, in particolare sulle regioni perse alle ultime amministrative e non è detto che sia facile recuperarle.

Adesso però mi fermo. Mi sembra di aver scritto sufficienti banalità, per oggi. L’ho fatto perché mi sembra che la politica stia attraversando una stagione interessantissima, forse persino “storica” e mi piacerebbe capirci qualcosa di più. A voi no?

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Written by omniaficta

12 ottobre 2010 a 18:26

Pubblicato su contraddetti

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4 Risposte

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  1. ciao omnia…
    analisi condivisibile ma da trattare con cautela, in quanto i poli sembrano sì definiti ma le alleanze all’interno no; vi è poi l’alta se non altissima percentuale di indecisi (praticamente un partitone doppio rispetto all’entità dei due poli di centro destra e centro sinistra); di certo, stante questa legge elettorale, al senato, anche se il nano mascarato su sopratacchi vincesse, avrebbe vita dura se non impossibile
    specificamente su fini…bah, in poche parole, sta lì da trent’anni e passa, sta ‘costringendo’ i suoi a difenderlo sulla famosa ‘maison de montecarlò’ che è una storia tutta vera, per quanto risibile se confrontata con le bestialità del nanetto catramato…mi è sempre sembrato un ‘nulla’ ben impacchettato, pronto a tutto ed al suo contrario…e ci metto pure un bel carico da novanta, a rischio di passare per sciovinista: io con la tulliani non ce la farei neanche a parlare al telefono e quello è andato a sposarsela…

    un saluto ed a presto

    paoloaquino

    3 febbraio 2011 at 01:04

  2. Ciao Paolo. Hai ragione sia su fini che sulla tulliani. Detto questo, mi sono fatto la mia “modesta” riflessione politica in questo post per cercare di darmi qualche coordinata su quello che potrebbe succedere. Lo so che tutto può ancora accadere. In questi giorni però ancora non accade quello che mi sarei aspettato, ottimisticamente, ovvero una “rivolta” più ampia e decisa contro il rais (e non mi riferisco all’Egitto!). Il popolino della libertà “vigilata” è sempre ben genuflesso. Gli altri, più o meno, sonnecchiano.
    Ecco, che vuoi che ti dica?, mi viene da essere antitaliano…

    omniaficta

    7 febbraio 2011 at 22:53

  3. bah…io sono molto combattuto fra la posizione di chi (giustamente) vede una maggioranza di italiani tenuta in scacco da una minoranza di criminali – è molto più semplice, data una struttura complessa come può essere uno stato, fare le cose a capocchia e per il proprio tornaconto che essere integerrimi, ecco perché ne bastano pochi a ‘guastare’ i molti – e quindi essere ‘politicamente propositivo’ ed ottimista, e fra quella, molto più sanguigna, di chi non ne può letteralmente più di vedere le istituzioni piegate ai folli voleri di un delinquente; veri servi che avallano sconcezze o che fanno finta di non vedere (e la sconcezza primaria è che abbiamo un presidente del consiglio che quando gli han chiesto dove avesse preso i capitali per costruire palazzi si è avvalso della facoltà di non rispondere…); di chi non ne può più di sindaci che negano il cibo ai bambini…insomma, non voglio fare più sconti a nessuno perché delle due l’una: se lo si vota perché si è come lui, va bene, sei quello che sei e non voglio averci a che fare con te…ma se lo si vota perché si è creduto in lui, vuol dire solo che sei un cerebroleso, e forse è pure peggio…
    perdonami il commento squinternato da tarda ora e con una quintalata di sonno addosso…

    un saluto ed a presto

    paoloaquino

    9 febbraio 2011 at 01:07

  4. Un commento sacrosanto (a dispetto del sonno). Sono combattuto anch’io, come potrai immaginare, e anche un poco “combattente”, nel mio piccolo. Ma attualmente mi ha preso una sorta di nausea per il livello d’indecenza raggiunto e fatico a trovare le parole di rivolta e di critica adatte alla situazione. Forse è una mia debolezza momentanea. Ma nemmeno io ho più voglia di fare sconti, come hai giustamente scritto. E ti ringrazio, Paolo, per averlo ribadito ancora una volta.
    un abbraccio

    omniaficta

    10 febbraio 2011 at 18:56


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