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La debolezza del lettore (forte)

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Avendo terminato la lettura di “Nathan il Saggio” di Lessing, mi sto chiedendo quale dei molti libri iniziati riprendere in mano. Sono indeciso tra “La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo” di Sterne, il “Trattato teologico-politico” di Spinoza, “La democrazia in America” di de Tocqueville, “I benandanti” di Ginzburg, “La morte di Virgilio” di Broch. Forse mi converrebbe leggiucchiare la “Leggenda aurea” di Iacopo da Varazze, che ne pensate? E se andassi in libreria a cercare un romanzetto facile-facile?

Sapete cosa vi dico? Mi leggo qualche poesia di Wallace Stevens e vado a letto. Ci penserò domani.

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Written by omniaficta

4 febbraio 2010 at 21:48

Pubblicato su frammenti

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Ulteriori notizie e aggiornamenti sul sito di Untitl.Ed.

Written by omniaficta

5 gennaio 2010 at 18:40

I nuovi libri di Untitl.Ed

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I bellissimi libri di Untitled Editori: cercateli, leggeteli, regalateli.

"Guida al prossimo vostro" di Giacomo Bencistà

"Sgabello" di Sarah Spinazzola

"Animanti"

Written by omniaficta

9 dicembre 2009 at 19:31

Una lettura estiva

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Alla fine, dopo averne letto e sentito parlare, mi sono deciso a dare un’occhiata a  Stieg Larsson. Memore di precedenti fregature con altri libri da classifica e non avendo più un angolo libero dove mettere un libro di quasi 700 pagine, ho chiesto in prestito alla biblioteca comunale “Uomini che odiano le donne”, il romanzo che inaugura la trilogia Millennium, pubblicata da Marsilio nella traduzione di Carmen Giorgietti Cima. Ho dovuto aspettare alcune settimane per avere la copia e quando sono andato a ritirarla mi hanno pregato di restituirla senza ritardi: c’era un bel numero di lettori in lista d’attesa.

Le aspettative. Sono tremende, no? Si formano a dispetto di ogni razionalità e ti si piazzano nel cervello con l’aria di saperla lunga, futili fantasmi destinati a volar via alle prime luci di una nuova esperienza. Devo confessare che le mie aspettative su Larsson, per motivi non del tutto chiari, si erano attestate su di un livello abbastanza alto, pericolosamente a rischio di una rovinosa caduta. Pensate che mi ero fatto l’idea che potesse essere vicino al livello di Patricia Highsmith.

A questo punto si può comprendere la mia sorpresa dopo aver letto le prime 50 pagine. Innazitutto Larsson non è la Highsmith. Anzi, ad essere onesti non è nemmeno Leslie Charteris. Ma non è proprio questa la vera sorpresa. Lo è invece il fatto che, giunto a pagina 50, non mi sono fermato, al contrario ho accelerato la lettura e mi sono bevuto 676 pagine in una manciata di ore. Incredibile questo mix di delusione e curiosità, ma non tanto. Perché questo romanzo (sono in realtà due vicende una dentro l’altra) è un’efficace macchina d’intrattenimento, un onesto prodotto artigianale ottenuto lavorando (anche) materie “difficili” come il giornalismo economico, le perversioni, l’etica. È solo questo. Non mi sembra che tenti, nemmeno per sbaglio, di essere altro: che so, una rivoluzione nel genere “suspence” o persino una qualche forma di vera letteratura travestita da poliziesco. Insomma, quello che volevo dirvi è di non leggerlo se pensate che Larsson scrivesse come Simenon. Ma se doveste fare un lungo viaggio in treno…

Written by omniaficta

15 luglio 2009 at 10:37

Pubblicato su letteratura

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La monarchia dell’autore

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C’è da chiedersi la ragione di tanto esibizionismo autoriale. Spinti da un’editoria industriale permeabile e spietata, molti scrittori si affannano a imbastire il loro trono di cartapesta, tribuna istrionica che fintamente elargisce i significati che dovrebbero sostenere l’opera. Regni da operetta, in realtà, serissime farse costruite come rovesciamenti drammatici di un film dei fratelli Marx. Non si ride. La loro verità è questa, in fondo. Non c’è niente da ridere. Tanto vale farsi un nome.

Invece. Cos’è un libro?

«Un libro si produce, avvenimento minuscolo, piccolo oggetto maneggevole. È da questo momento preso in un gioco senza posa di ripetizioni; i suoi doppi, attorno e lontano da lui, si moltiplicano; ciascun lettore gli dà, per un istante, un corpo impalpabile e unico; frammenti circolano, che sono fatti passare per lui, che si dice lo contengano quasi tutto e nei quali alla fine gli capita di trovar rifugio; i commenti lo raddoppiano (…)

Per chi scrive il libro, grande è la tentazione di dettar legge a tutto quello sfarfallamento di simulacri, di prescriver loro una forma, provvederli di una identità, imporgli un contrassegno che dia a tutti un certo valore costante (…) “Sono l’autore; mirate il mio volto o il mio profilo; ecco a che cosa dovranno rassomigliare tutte quelle figure raddoppiate che circoleranno sotto il mio nome; quelle che se ne allontaneranno, non varranno nulla; e il valore delle altre, è dal grado di rassomiglianza che voi potrete giudicarlo. Io sono il nome, la legge, l’anima, il segreto, la bilancia di tutti quei doppi” (…)

Vorrei che questo oggetto-avvenimento, quasi impercettibile fra tanti altri, si ricopiasse, si frammentasse, si ripetesse, si simulasse, si raddoppiasse, sparisse infine senza che la persona cui è capitato di produrlo possa mai rivendicare il diritto di esserne il maestro, di imporre quel che voleva dire, né di dire quel che doveva essere»

da Michel Foucault – prefazione a Storia della follia nell’età classica (tradotta da Emilio Renzi e Vittore Vezzoli), Rizzoli.

Written by omniaficta

6 ottobre 2007 at 16:14