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A volte ritornano (per fortuna)

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Scrive Alcor in un commento: “non si fa critica, nei e con i commenti, si fa comunità”. L’avranno capito i lettori-scrittori-critici di questo dibattito rivelatore? Non resta che leggere.

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Written by omniaficta

10 novembre 2009 at 21:11

Il sogno della Ragione (diciamo l’incubo)

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Sul supplemento DOMENICA de Il Sole 24 Ore del 1 novembre, Gilberto Corbellini recensisce ben due libri senza dire quasi nulla del loro contenuto (quasi non li avesse nemmeno letti). Se la prende invece con chi si oppone agli OGM, con l’argomento preferito dalla propaganda dei produttori di semi ovvero l’accusa di oscurantismo antiscientifico. Scrive di un “oscurantismo tecnofobico (anti-ogm in prima istanza) che asseconda gli interessi parassitari di nicchia di Coldiretti, Coop e Slow Food”. Interessi parassitari? Non si capisce quali possano essere gli interessi parassitari di un’associazione di categoria, di un’impresa cooperativa e di un’associazione culturale. E Corbellini non ne cita uno (alla faccia di un atteggiamento scientifico che dovrebbe essere sempre fondato su prove di quello che si afferma). Il giornale di Confindustria non è nuovo ad attacchi di questo tipo. Ha spesso dedicato pagine a difendere gli OGM da presunti passatisti, interessati e bugiardi. E chissà perché lo fa. Peccato che gli OGM (quelli utilizzati in agricoltura) non siano sinonimo di ricerca scientifica. Sono piuttosto il perverso risultato della ricerca di profitto. Ciò contro cui i presunti oscurantisti si scagliano è infatti la privatizzazione degli organismi finalizzata al profitto a breve termine, non certo la ricerca genetica che peraltro si occupa di ben altri aspetti e problemi. La proprietà privata degli OGM è il problema (se vogliamo lasciare da parte l’insufficienza di evidenze sulla loro maggiore produttività e salubrità). Sapete, è come se io modificassi alcune righe di un romanzo scritto da un altro e lo ripubblicassi come se fosse mio. Pensereste che è una cosa ben fatta? Ebbene, le ditte di sementi OGM fanno esattamente questo: brevettano interi organismi cui è stata modificata solo una piccolissima porzione di patrimonio genetico. Dove sono dunque gli interessi parassitari? Insomma, Corbellini s’illude se pensa di essere un difensore della ragione e della scienza. La sua è un’ideologia assai più infondata e “interessata” di quella di chi si pone dubbi e domande sugli OGM. Dubbi e domande a cui si dovrebbe rispondere con evidenze scientifiche, una volta tanto, invece di reagire con accuse generiche ed evidentemente propagandistiche. Ma questo è un sogno, lo so.

 

Written by omniaficta

2 novembre 2009 at 15:46

Il peggior giornalismo degli ultimi 150 anni

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Volete farvi un’idea di come si fa giornalismo politico in una democrazia? Allora provate a leggere questo articolo. Naturalmente il pezzo non è in italiano … e come potrebbe?

Written by omniaficta

11 settembre 2009 at 20:17

Pubblicato su contraddetti

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La monarchia dell’autore

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C’è da chiedersi la ragione di tanto esibizionismo autoriale. Spinti da un’editoria industriale permeabile e spietata, molti scrittori si affannano a imbastire il loro trono di cartapesta, tribuna istrionica che fintamente elargisce i significati che dovrebbero sostenere l’opera. Regni da operetta, in realtà, serissime farse costruite come rovesciamenti drammatici di un film dei fratelli Marx. Non si ride. La loro verità è questa, in fondo. Non c’è niente da ridere. Tanto vale farsi un nome.

Invece. Cos’è un libro?

«Un libro si produce, avvenimento minuscolo, piccolo oggetto maneggevole. È da questo momento preso in un gioco senza posa di ripetizioni; i suoi doppi, attorno e lontano da lui, si moltiplicano; ciascun lettore gli dà, per un istante, un corpo impalpabile e unico; frammenti circolano, che sono fatti passare per lui, che si dice lo contengano quasi tutto e nei quali alla fine gli capita di trovar rifugio; i commenti lo raddoppiano (…)

Per chi scrive il libro, grande è la tentazione di dettar legge a tutto quello sfarfallamento di simulacri, di prescriver loro una forma, provvederli di una identità, imporgli un contrassegno che dia a tutti un certo valore costante (…) “Sono l’autore; mirate il mio volto o il mio profilo; ecco a che cosa dovranno rassomigliare tutte quelle figure raddoppiate che circoleranno sotto il mio nome; quelle che se ne allontaneranno, non varranno nulla; e il valore delle altre, è dal grado di rassomiglianza che voi potrete giudicarlo. Io sono il nome, la legge, l’anima, il segreto, la bilancia di tutti quei doppi” (…)

Vorrei che questo oggetto-avvenimento, quasi impercettibile fra tanti altri, si ricopiasse, si frammentasse, si ripetesse, si simulasse, si raddoppiasse, sparisse infine senza che la persona cui è capitato di produrlo possa mai rivendicare il diritto di esserne il maestro, di imporre quel che voleva dire, né di dire quel che doveva essere»

da Michel Foucault – prefazione a Storia della follia nell’età classica (tradotta da Emilio Renzi e Vittore Vezzoli), Rizzoli.

Written by omniaficta

6 ottobre 2007 at 16:14