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Privati di tutto

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Palazzo del Governo a L'Aquila dopo il terremoto

Quanti credono che Berlusconi pensi solo a se stesso si sbagliano. E non è una buona notizia.

La missione del governo di centrodestra è emersa con chiarezza nelle recenti vicende del dottor Bertolaso e della Protezione Civile. Si tratta di una missione semplice: privatizzare con profitto, sia economico che politico. Profitto per pochi, ovviamente; profitto riservato ad un ristretto gruppo di potere che intende accaparrarsi risorse dello Stato per sostenere i propri interessi fuori da ogni controllo e trasparenza. Questo programma non ha molti sostenitori, nemmeno a destra, in quanto i suoi vantaggi restano riservati ai soliti (ig)noti. Chi non partecipa alla spartizione cerca di ostacolarla, se può. Eppure, la missione non si arresta di fronte a nulla. Un esempio. A L’Aquila si intende andare avanti con la new town, indifferenti al fatto che costerà 870 milioni, mentre per ricostruire in sicurezza ciò che è andato distrutto sarebbero bastati 380 milioni. Gli affari sono affari, anche se, a questo punto, possono far perdere le elezioni regionali. Non importa. Il cordone della borsa è a Roma e tanto basta. Non si può fare marcia indietro, non adesso. Il programma si fermerebbe e tutto il lavoro fatto fin qui sarebbe stato improduttivo. Certo, perché molto si è fatto, dall’Alitalia alla Protezione Civile Spa fino alla privatizzazione dell’acqua, ma il bello deve ancora venire. Ci sono molte altre torte. Me ne vengono in mente almeno due che sono da “indigestione”: la sanità e la scuola. Non sono come i trasporti, è vero, ma il clima potrebbe cambiare. Ancora oggi, la privatizzazione di sanità e scuola provocherebbe una reazione forte e maggioritaria. Ma domani? Pensate a quello che sta accadendo in queste due istituzioni pubbliche. Si riducono le risorse e si ottengono tutti i presupposti della svendita: l’esternalizzazione, la perdita di qualità, l’insoddisfazione degli utenti. Gradualmente, si rende accettabile che un cattivo servizio pubblico venga sottofinanziato per favorire un servizio privato che appare potenzialmente migliore. Alzi la mano chi non ha mai scelto di utilizzare una struttura sanitaria privata convenzionata! Ma è chiaro che dietro le liste d’attesa e i diversi standard qualitativi ci sono decisioni “politiche”, mica la pigrizia dei dipendenti pubblici. Insomma, il disegno è chiaro, gli strumenti sono evidenti, i pericoli immaginabili.

La proprietà privata non è un furto. Invece, questo modo di rendere privato ciò che è pubblico lo è, un furto. Non ho dubbi sul fatto che questa sia la madre di tutte le battaglie politiche, recenti e prossime. La destra non ha altre “missioni”, al momento. In realtà non sa nemmeno se e come essere liberale, sociale, movimentista, populista, conservatrice, plutocratica, e così via. Siamo a questo. Dobbiamo difendere i servizi pubblici e le prerogative dello Stato. Pensavamo di dover stare dalla parte della Costituzione, dell’indipendenza della Magistratura, del rispetto della Legge. Pensavamo di dover stare dalla parte del pluralismo dell’informazione, del multiculturalismo, del patrimonio ambientale. Torniamo invece con i piedi per terra, prima che sia tardi. Stiamo dalla parte della sanità e della scuola (pubbliche). Lottiamo per ciò che è di tutti e per tutti.

p.s. Chiedo scusa per il tono declamatorio e lo stile tribunalizio, ma quando ci vuole ci vuole…

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Written by omniaficta

12 febbraio 2010 a 18:35

11 Risposte

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  1. E’ proprio vero: Berlusconi non pensa solo a se stesso!! Anzi fa quasi da capro espiatoio: perchè chi lo sostiene non lo fa certo per culto della divinità, come invece, banalmente, si crede. Purtroppo si è banalizzata così tanto l’opposizione a un certo sistema di cose da non pensare più da tanto qual è il sistema che si vorrebbe difendere. Fino a perdere il senso per strada ed essere complici di ciò che si vorrebbe abbattere…

    sarasx

    12 febbraio 2010 at 19:14

  2. Vedo che hai capito l’amaro senso del post… E ne sono contento perché mi sembra che i più non abbiano compreso il pericolo che si corre. Grazie.

    omniaficta

    12 febbraio 2010 at 23:20

  3. mio caro, lei è un disfattista, lei fabbrica odio, lei rema contro …contro cosa? contro l’Italia SpA, il nuovo progetto imprenditoriale di Mister B

    Italia 2, il paradiso del cemento abusivo, dell’evasione fiscale, del lavoro senza tutele, della salute sacrificata alle discariche abusive dei Marcegaglia, dei Lucchini etc etc, della scuola senza materie di studio, ma anche proprio senza scuola, senza tetti e mura … dell’emergenza di pochi di arricchirsi prima dell’Apocalisse, immersa nella corruzione, a soli due passi da Arcore

    senzacredercitroppo

    13 febbraio 2010 at 01:01

  4. e come è andata a finire la faccenda della Difesa SpA?

    untitled io

    13 febbraio 2010 at 23:32

  5. Devo informarmi meglio, ma credo che la Difesa Spa non sia ancora stata varata. Lo sarà, considerato il silenzio che aleggia sulla faccenda.

    omniaficta

    14 febbraio 2010 at 11:25

  6. quella è la cosa più pericolosa che ho sentito. Ma secondo te, in periodi d crisi come questi, di licenziamenti, di crollo del pil etc, è ancora possibile convincere la gente che “spa è bello”?
    non ti sembra che questi stiano confidando un po’ troppo in una specie di “ottimismo imprenditoriale diffuso” (o meglio: di un “orgoglio imprenditoriale diffuso”) che invece non esiste proprio? non pensano che parlare di grossissime spa governative (e degli enormi finanziamenti necessari per impiantarle) possa provocare massima irritazione proprio negli imprenditori? Mettiamoci nei panni di un’industriale, o di un imprenditore edile, che non ce la fa più: quale fiducia può provare nei confronti di un governo che si fa imprenditore lui stesso per fotterlo truccando le regole sulle gare di appalto, o peggio ancora (come nel caso della Difesa Spa) aggirando il problema dei controlli addirittura col segreto militare?

    untitled io

    14 febbraio 2010 at 12:18

  7. Credo che gli imprenditori ti vengano dietro se hanno una convenienza a farlo. Berlusconi ha ridotto le tasse solo alle imprese e ha favorito i possessori di capitali, magari è convinto che basti perché nessuno di questi si metta di traverso. Se l’idea di fondo è quella di spolpare i beni pubblici, non ci sono dubbi che molte grosse imprese abbiano in testa di chiedere la loro fetta. Le piccole imprese possono provare a entrare nel gioco (magari a livello locale e non certo nazionale) contando sulla corruzione del sistema. Meno scrupoli hai e più puoi ottenere, con questo andazzo. E così, quali imprenditori restano ad opporsi? Forse proprio quelli che hanno un po’ d’orgoglio, che sanno di essere bravi, che riconoscono che uno Stato forte è una garanzia di servizi e sostegno. Ma vorranno veramente opporsi a chi controlla tutto il mercato pubblicitario?

    omniaficta

    14 febbraio 2010 at 16:27

  8. Appena finito di vedere Presa diretta di Iacona. Sulla scuola. Lo Stato non paga i soldi anticipati dalle scuole pubbliche di tutt’Italia (anche quella dove lavoro io) dal 2007. I presidi non possono denunciare lo Stato (sarebbe come denunciare se stessi, in fondo). Il gioco sporchissimo di uno Stato che favorisce l’impresa scolastica privata (laica come la European school o gesuitica come la Leone XIII di Milano) lasciando una scuola pubblica elementare a consumare i suoi ultimi pennarelli mi ha stretto lo stomaco. Senza contare le scuole pubbliche che cadono a pezzi o semplicemente non a norma. Il bonus che la Regione Lombardia eroga alle famiglie perchè “possano scegliere” in tutta “libertà” (la competizione fra pubblico e privato è sana, sanissima! declamava la faccia di tolla bauscia dell’assessore regionale alla scuola) ammonta a 1000 euro. Le rette di quelle scuole a 7-8000. Il bonus si può chiedere facile facile via internet con un reddito minimo di 46.000 euro fino a 198.000 e una autocertificazione. Per chiedere un minimo di rimborso spese per chi frequenta la scuola pubblica devi avere 15000 euro di reddito e compilare una montagna di carte umilianti che certifichino che sei “non abbiente”.
    Io non so più chi riesca a mettersi nei panni di chi per cominciare a percepire quanto è diventata profonda l’ingiustizia sociale ed economica che sta inghiottendo questo paese.

    caracaterina

    14 febbraio 2010 at 23:53

  9. Sono andata a cercare il rapporto di cui Presa diretta ha parlato. Credo che si debba dare la maggiore diffusione possibile visto che il modello Lombardia per la scuola e la sanità pare ispirare così tanto gli elettori:

    http://www.brianzapopolare.it/sezioni/downloads/20091125_dote_scuola_lombardia_2009.pdf

    caracaterina

    15 febbraio 2010 at 00:09

  10. “Ancora oggi, la privatizzazione di sanità e scuola provocherebbe una reazione forte e maggioritaria. Ma domani?…”

    Ci arriveremo, ci arriveremo.
    Attraverso lenta opera di erosione dei diritti,e di convincimento delle masse che “pubblico è inefficiente”.

    Ma la cosa più incredibile e che passa sotto silenzio totale è già avvenuta: la privatizzazione della politica monetaria! una volta che la Banca Centrale (europea, e nazionale) e’ una S.P.A., privatizzare tutto il resto è una bazzeccola.

    Stanno smontando lo stato mattone dopo mattone.

    Alla fine realizzeranno il grande obiettivo, l’estinzione dello STATO come entità collettiva, e la centralizzazione della politica in una corporation inter-nazionale.

    E a chi mi dice che sono una visionaria, ripeto da tempo di aprire gli occhi foderati di prosciutto (probabilmente transgenico)…

    ciao !

  11. […] Privati di tutto February 2010 10 comments […]


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