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17 Risposte

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  1. A voler essere radicali, la cura per quel tipo di ignoranza è l’estinzione del genere umano.

    Close To Me

    27 gennaio 2010 at 22:29

  2. La cura, forse, è proprio porsi la domanda.

    omniaficta

    27 gennaio 2010 at 22:38

  3. la pasione per l’ignoranza la chiamò Lacan, convertirla in passione per sapere è un cammino che non finisce.
    Poi, questi ispanici minuti che sfortunati sono in Italia -e anche gli alti 🙂 (quell’umo che prende tempo ricorda un Montale, di quei versi, vorrei sentirmi scabro, esenziale. In ufficio e a memoria, cito -mala)

    Like

    28 gennaio 2010 at 19:49

  4. “Il mio compagno…lui è ignorante, non capisce niente e non impara mai …Non c’è una cura, vero?”

    Certo che c’è, signora mia. Io, divorzierei.

    😉

  5. Ma stamani è una tristezza ovunque o è solo il mio umore? E il marito della signora è italiano o spagnolo? Qualcosa mi dice italiano, ma si può sempre sperare in un mio errore.

    pessima

    29 gennaio 2010 at 10:02

  6. Pessima, dalle parti mie il grigio ha invaso la città e io che cerco di sorridere, mi sento un frutto fuori stagione…..

  7. non è il grigio è l’inverno. Anna Anselmino (una mia amica di facebook, una donna che in realtà non ho mai conosciuto ma che mi piace moltissimo), l’altro giorno ha “condiviso” questa vecchia canzone che avevo messo nel mio profilo, e ha commentato: è bello riascoltarla d’inverno.
    E’ l’inverno, quindi, la premessa.

    A canzone avviata: questo microracconto che fai omniaficta, continua a sembrarmi misteriosamente compassionevole. Forse c’entra “il fascino dell’ignoranza” come dice maria: l’ignoranza essendo un concetto relativo, non è forse la qualità dell’uomo più universalmente condivisa, e più parente della miseria? (i Poveri di Spirito…)

    o forse non ho capito bene di che parlavi, nel caso lascia perdere

    untitled io

    30 gennaio 2010 at 11:59

  8. Secondo me esistono diversi tipi di ignoranti….i piu’ pericolosi sono quelli che non sanno di esserlo!!!

    nadiaflavio

    30 gennaio 2010 at 18:26

  9. …è vero Flavio, son pericolosi…ma pure tanto ridicoli 😀

  10. Hai capito benissimo, untitled. L’inverno, due sconosciuti, un malinteso, un dialogo. E un’intimità momentanea, attorno al fuoco di due sigarette, fatta di disperazione e compassione. Ma queste sono parole che si aggiungono dopo. Che non spiegano e non chiariscono. Il racconto è vero, è accaduto. Ma…
    Ma c’è anche la questione dell’ignoranza: che cosa è che ignoriamo, ovvero che rapporto abbiamo con quello che ignoriamo? Questa è la mia domanda.
    (grazie per i commenti, grazie tutti)

    omniaficta

    31 gennaio 2010 at 00:13

  11. Uno che non capisce niente e non impara mai, secondo me, non è ignorante è affetto da stupidità e, a quella brutta malattia genetica, purtroppo, non c’è rimedio. Per rispondere alla tua domanda, una persona ignorante ma intelligente è incuriosita da quello che le viene svelato, una persona ignorante e ottusa, semplicemente, non ascolta, non vede, non sente e nulla di ciò che ignora le può essere svelato. Non so se sono riuscita a farmi capire, in caso contrario, perdonatemi, è l’ora tarda 😉

    lagiraffa

    2 febbraio 2010 at 23:32

  12. La cura è una sana ed onesta curiosità, e l’umile ammissione della propria non-conoscenza.
    Troppo socratiano?

    silvanascricci

    4 febbraio 2010 at 22:39

  13. @ lagiraffa e silvana. La sconfinata grandezza di quello che non sappiamo dovrebbe incutere rispetto e indurci alla disponibilità incondizionata. Invece, il più delle volte, ci mette in una posizione difensiva, come se l’aprirsi all’ignoto ci dovesse mettere in crisi, pericolosamente. Non è un timore infondato, ma ci rende ottusi e anestetizzati. Ci vuole umiltà e coraggio, insieme. Non credo che sia facile. Credo che sia necessario.

    omniaficta

    4 febbraio 2010 at 23:53

  14. ecco, lo hai già detto tu, forse potrei evitare il commento, ma la signora “ignorava” di non sapere di cosa stava parlando, non ha a che fare con gente (un marito o chi sia) ignorante (e lo siam tutti poi, nessuno sa tutto, tutti ignorano qualcosa), ignora come portare ad altri conoscenza, e sua madre, che lei trova non ignorante, ha ignorato di insegnarglielo evidentemente, o lei ha ignorato l’insegnamento … e la cura da proporre l’avevi … dare fiducia a chi ha paura di quel che non sa , la fiducia che potrà sapere e scoprirà di esser solo più forte senza aver rinunciato a nulla
    l’umiltà non è solo strumento per apprenedre, ma anche per insegnare
    alla signora, se la incontri ancora, dì, da parte mia, che è davvero molto ignorante, ma che son fiduciosa che possa capirlo e accorgersi che è lei ad ignorare come render suo marito meno ignorante …

    e dopo aver consumato la tastiera alle lettere i g n …etc etc …sparisco
    ignoratemi pure :-)!

    senzacredercitroppo

    12 febbraio 2010 at 20:32

  15. Non è facile, ignorarti. 🙂 Non so se avrei potuto dire qualcosa di diverso, non so se la donna avesse bisogno di sentirsi dire qualcosa di più “sensato”, non so se si diventa più forti se non si rinuncia a qualcosa. Non so. In fondo, hai condensato in poche righe una condizione in cui ci si trova a dispetto di ogni volontà. Colpevoli, forse, come dici. Umani.

    omniaficta

    12 febbraio 2010 at 23:11

  16. immagino sia evitabile, ma vorrei spiegare che intendevo con “scoprirà di esser solo più forte senza aver rinunciato a nulla”
    spesso si resta attaccati alla propria “ignoranza” perchè è comunque una “posizione acquisita”, spesso l’unica in vite molto precarie
    può sembrare quindi che “smettere di ignorare” privi di qualcosa, di quella posizione, foss’anche terribile … ma certa
    aiutare le persone a comprendere che non perderanno una posizione ma ne acquisteranno una nuova, o una alternativa (posson sempre tornare a fingere di ignorare … se ci riescon o se han rimpianti), può servire ad invogliare alla conoscenza

    forse “il marito” del caso vuole “ignorare” perchè non sa immaginarsi come si troverà nella “conoscenza”

    forse ha paura di non saperla affronatare, forse fa fatica ad accettare che gli sia rimproverato l’esser quel che è perchè gli si chiede non di crescer lui, ma di diventare altro per accontentare, nel caso, “la moglie”, diventare lei

    la conoscenza va presentata come maggior ricchezza dell’individuo che l’acquisisce, non come richiesta dell’altro, devi sentirla come qualcosa che serve a te a prescindere da chi ti sta vicino

    e forse mi son spiegata anche peggio di prima, ma ci ho provato …

    senzacredercitroppo

    12 febbraio 2010 at 23:50

  17. […] La cura per l’ignoranza January 2010 16 comments 3 […]


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