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Domenica (tempo di prediche)

with 7 comments

Gianni Riotta su “Il Sole 24 Ore” di oggi prende spunto dall’ultimo saggio di Jaron Lanier per criticare un poco genericamente Internet e i suoi contenuti poco “gerarchizzati”. Non ha proprio tutti i torti, ma non dice nemmeno nulla di rilevante sull’argomento quando ricorda i limiti di Google o di Wikipedia. Sono cose ben conosciute e gli stessi utenti ne sono prevalentemente consapevoli. Però sbaglia bersaglio quando attacca l’anonimato e quando propone virtù come la serenità, l’autorevolezza, la vivacità, l’impegno e la critica, come se solo la Rete ne fosse priva. Forse vale la pena di ricordare le parole di Lanier: “The beauty of the Internet is that it connects people. The value is in the other people. If we start to believe that the Internet itself is an entity that has something to say, we’re devaluing those people and making ourselves into idiots.” Insomma, bisognerebbe una buona volta capire che non ha senso la demonizzazione generica di Internet (verrebbe da dire che il mezzo non è il messaggio). Si dovrebbero invece criticare specifici comportamenti e distorsioni, allo scopo di migliorare la qualità dei contenuti. Ricordando magari che proprio i giornali e le televisioni potrebbero cominciare a fare altrettanto sui propri “contenuti”, che non hanno poi tutta questa autorevolezza, chiarezza e serenità.

Nel frattempo sull’inserto DOMENICA dello stesso quotidiano…

“Oggi, per pubblicare le proprie opinioni, o poesie, o racconti, o persino romanzi, basta aprire un blog. Non costa niente, se non fatica e dedizione. Lo scambio di informazioni, di creatività, o semplicemente di parole, è vertiginoso. Nel frattempo, il mercato tradizionale del libro sta diventando sempre di più feudo di catene di negozi che vendono una gamma sempre più ristretta di titoli mediocri”.

Tim Parks

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Written by omniaficta

10 gennaio 2010 a 16:14

7 Risposte

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  1. […] hanno risposto: Maremma, Mantellini, Scene digitali, Pd Vedano Olona, BlogNotes, Tre scogli, Omniaficta, LostSpace, Spazio della politica, Ideas Repository, Vittorio Pasteris, Luca […]

  2. […] hanno risposto: Maremma, Mantellini, Scene digitali, Pd Vedano Olona, BlogNotes, Tre scogli, Omniaficta, LostSpace, Spazio della politica, Ideas Repository, Vittorio Pasteris, Luca […]

  3. Concordo che le tue osservazioni, non conoscevo quelle parole di Lanier, ma confermano quello che in qualche ho sempre pensato;

    sempre in tema con le parole di Lanier, vorrei fare una considerazione a proposito di politici, opinionisti, giornalisti che parlano impropriamente di “internet”:

    fateci caso

    chi dice ITNERNET in maniera approssimativa, cosa sta intendendo veramente?
    I suoi contenuti? ma sono infiniti, non possono rappresentare una categoria!
    Gli utenti? sono quasi infiniti pure quelli!
    Google e wikipedia? ma sono solo 2 entità in un mare di nuovo infinito!

    Allora “internet” è contenuto, mezzo, utente, provider, infrastruttura….. un milione di cose.

    Raramente chi parla di “internet” lo fa con un linguaggio sufficientemente preciso.

    “INTERNET E’/ NON E’ AFFIDABILE”

    è una frase inaccettabile, perchè un portale determinato può essere / non essere autorevole, ma non un genericissimo INTERNET!

    Equivale a dire che “gli uomini sono tutti uguali”: lo posso dire io con le mie amiche, ma non lo scrivo in un saggio di antropologia.

  4. La cosa strana è che, a dar retta a questi editoriali, le colpe sono di chi utilizza google e non di google e dei suoi meccanismi. Che facessero mai qualche critica ai software! Oh no, è molto più semplice prendersela con la ggente… (tanto nessuno dei lettori dei giornali pensa di appartenere a questa categoria deteriore!)
    Mah

    omniaficta

    13 gennaio 2010 at 22:20

  5. In realtà mi pare che il dibattito abbia potuto e possa svilupparsi poco perché parte da premesse troppo generiche: quando si dice “la rete” è come dire “il mondo”, o meglio “la stampa”. Anche fra i giornali ci sono quelli che sono inaffidabili e quelli che invece lo sono, e persino all’interno dello stesso giornale, giornalisti cui si riconosce l’autorevolezza perché se la sono meritata, e altri cui non credi neppure se scrivono che la terra gira attorno al sole.
    Google non può essere considerato qualcosa che dà affidabilità o certifica una competenza: è semplicemente un setaccio di parole chiave. Del resto, anche se io faccio una normale bibliografia prendendo in considerazione gli articoli ed i libri pubblicati a stampa o sui media tradizionali e relativi ad un argomento, troverò contributi validi e altri che valgono meno della carta su cui sono stampati. Quindi, mi domando, perchè prendersela con Google o con internet, se non perché si ha bisogno di rimepire alla bell’e meglio alcune righe su un quotidiano con una polemicuzza forba?

    ilmondodigalatea

    20 gennaio 2010 at 19:28

  6. Alla fine, dopo aver letto molti interventi pro e contro Riotta, credo che tu abbia detto la parola definitiva. Molto rumore per nulla? Forse, dico forse, c’è anche una qualche autodifesa della carta stampata? Orticelli da difendere e reti da issare? 🙂

    omniaficta

    20 gennaio 2010 at 19:41

  7. […] Domenica (tempo di prediche) January 2010 6 comments 4 […]


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