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Una lettura estiva

with 4 comments

Alla fine, dopo averne letto e sentito parlare, mi sono deciso a dare un’occhiata a  Stieg Larsson. Memore di precedenti fregature con altri libri da classifica e non avendo più un angolo libero dove mettere un libro di quasi 700 pagine, ho chiesto in prestito alla biblioteca comunale “Uomini che odiano le donne”, il romanzo che inaugura la trilogia Millennium, pubblicata da Marsilio nella traduzione di Carmen Giorgietti Cima. Ho dovuto aspettare alcune settimane per avere la copia e quando sono andato a ritirarla mi hanno pregato di restituirla senza ritardi: c’era un bel numero di lettori in lista d’attesa.

Le aspettative. Sono tremende, no? Si formano a dispetto di ogni razionalità e ti si piazzano nel cervello con l’aria di saperla lunga, futili fantasmi destinati a volar via alle prime luci di una nuova esperienza. Devo confessare che le mie aspettative su Larsson, per motivi non del tutto chiari, si erano attestate su di un livello abbastanza alto, pericolosamente a rischio di una rovinosa caduta. Pensate che mi ero fatto l’idea che potesse essere vicino al livello di Patricia Highsmith.

A questo punto si può comprendere la mia sorpresa dopo aver letto le prime 50 pagine. Innazitutto Larsson non è la Highsmith. Anzi, ad essere onesti non è nemmeno Leslie Charteris. Ma non è proprio questa la vera sorpresa. Lo è invece il fatto che, giunto a pagina 50, non mi sono fermato, al contrario ho accelerato la lettura e mi sono bevuto 676 pagine in una manciata di ore. Incredibile questo mix di delusione e curiosità, ma non tanto. Perché questo romanzo (sono in realtà due vicende una dentro l’altra) è un’efficace macchina d’intrattenimento, un onesto prodotto artigianale ottenuto lavorando (anche) materie “difficili” come il giornalismo economico, le perversioni, l’etica. È solo questo. Non mi sembra che tenti, nemmeno per sbaglio, di essere altro: che so, una rivoluzione nel genere “suspence” o persino una qualche forma di vera letteratura travestita da poliziesco. Insomma, quello che volevo dirvi è di non leggerlo se pensate che Larsson scrivesse come Simenon. Ma se doveste fare un lungo viaggio in treno…

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Written by omniaficta

15 luglio 2009 a 10:37

Pubblicato su letteratura

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4 Risposte

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  1. Grazie per la lettura&il commento.

    Massì guarda sulla prosa non mi sono neanche soffermato, è chiaro che in prodotti del genere – di scuola americana per finta – è nulla, almeno non sbrodola.

    I personaggi in effetti sono come una pietanza molto salata: magari ti piace al primo colpo, ma non la mangeresti di nuovo (e infatti mi tengo ben lontano dal sequel).

    ciao!

    fulviothecat

    15 luglio 2009 at 17:46

  2. Grazie per il commento che condivido pienamente. Anch’io non me la sento di prendere in mano gli altri due “mattoni”.
    Ciao

    omniaficta

    15 luglio 2009 at 18:29

  3. Letto con molta fatica, confesso, soprattutto nelle parti in cui si parla di lavoro e banche e quant’altro, una delle due tracce narrative, insomma, forse quella che doveva anche essere la più interessante, ma che rimane francamente annegata nelle quasi 700 pagine del mattone. E poi, tradotto molto male, in un italiano spesso improponibile. Da leggere solo in casi di grande smarrimento.

    pessima

    27 luglio 2009 at 14:51

  4. Non posso che condividere le tue impressioni. Ma forse non ho voluto essere troppo severo.

    omniaficta

    27 luglio 2009 at 22:06


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