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Utopia

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Una pagina su La Repubblica di martedi 29 luglio dedicata al blog, al suo significato di condivisione e di spazio pubblico, firmata da Marino Niola. Cose non nuove, ma che ancora non avevo letto su un grande quotidiano, perlomeno non con tale convinzione e competenza. L’articolo si conclude così:

“Per quanto diversi tra loro, i blogger nascono dal linguaggio e vivono di linguaggio. Un regime democratico, dove ciascuno è opinionista nel libero mercato delle opinioni, senza gerarchie di posizione, senza ruoli, senza il peso dell’autorità. Dove ognuno è quel che scrive, dove tutti hanno pari facoltà d’interlocuzione. E’ la nuova utopia della libertà e dell’eguaglianza. Compensazione simbolica al malessere attuale della democrazia in carne ed ossa”.

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Written by omniaficta

30 luglio 2008 a 17:44

Pubblicato su blog

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11 Risposte

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  1. Bello che tu l’abbia messo in rete…
    Il discorso è assai complesso.. mi sa che ci penso un po’ prima di rispondere adeguatamente. Di sicuro condivido l’ultima parte… un po’ triste.

    Tito Sartori

    31 luglio 2008 at 09:59

  2. Può essere che ci stiamo dentro da tanto di quel tempo che non siamo più capaci di accettare una prospettiva (e di sostenere una spiegazione) così solare e comprensibile. “E’ più complicato di così”, è la prima cosa che mi viene in mente – ma forse sbagliamo, sbaglio…
    Un saluto

    untitled io

    31 luglio 2008 at 12:31

  3. A proposito di democrazia, di farà piacere sapere di questa iniziativa: http://blogolandia.it/progetto/

    Io personalmente sono il sindaco virtuale di Treviso 😉

    http://treviso.blogolandia.it/

    Utopia?

    Tito Sartori

    1 agosto 2008 at 12:58

  4. Sto leggendo in questo momento l’articolo (tra me e l’informazione c’è stato un blackout di due o tre sani giorni)e sai cosa mi è venuto da pensare? che quello che vanno dicendo e scrivendo- nella fattispecie, “una nuova cartografia sociale, fatta di punti di aggregazione fondati sulla circolazione delle opinioni” è un po’ una balla. E’ piuttosto quello che vede del mondo dei blog chi sta contribuendo a creare una certa immagine di questo mondo, cosicché diventi a immagine e somiglianza, un mondo dei blog perfettamente controllato. Come se i blog e la scrittura dei blog fosse questo. Ma ora continuo la lettura. Altra osservazione: il blog come tribuna virtuale. Quello che non condivido in questo caso sai cos’è? il fatto che per spiegare un fenomeno “nuovo”, un fenomeno che non si riesce forse a definire si faccia ricorso ad immagine vecchie e stravecchie che se da un lato, per chi solo un po’ gira tra i blog, non sono vere, almeno non sono generalizzabili in questo modo, per chi invece legge l’articolo, contribuiscono a creare ancora un immaginario ( preconfezionato). Credo che il blog sia talmente individuale come esperienza e talmente legata ad evoluzioni nel corso del tempo da non poter essere etichettato in nessun caso. Mi trova d’accordo invece sul contenuto ( non sui termini piuttosto roboanti) l’idea del blog come possibile indizio di un cambiamento. Scusa il commento lungo, ma la cosa mi ha preso.

    pessimesempio

    2 agosto 2008 at 23:55

  5. Parto dalla fine. Il fatto che ti abbia preso è bello. Questo è un ottimo esempio di come l’informazione via web sia densa di significati.
    Sono d’accordissimo su due punti. Il primo, che la realtà che conosciamo sui blog spesso è frutto di ciò che diciamo riguardo ad essi; e spesso ciò che diciamo è un aggregato di stereotipi. Personalmente mi sto impegnando per uscirne, ma mi accorgo che non è facile. Siamo parlati dal linguaggio che usiamo; cioè, lo strumento che usiamo è pregno di significati già detti e ridetti. Bisogna trovare un linguaggio nuovo. Il secondo, che la narrazione dei blog in una certa prospettiva ha un po’ il valore di una profezia che si autoadempie.
    Per quanto riguarda il blog come esperienza personale, quindi inclassificabile, mi pare ci sia da riflettere. Le generalizzazioni, le etichette, le categorie, ecc… escludono porzioni importanti di reale, allontanandosi dall’originalità e dalla qualità di ciò che vorrebbero raccontare. Vero, è il prezzo dell’analisi sui grandi numeri. Credo però che una classificazione soft, uno studio morbido, per così dire, possa essere fatto. Anzi, lo credo fruttuoso. Certo che deve sempre rimanere chiara la distinzione tra una categoria generale e gli esempi singolari da cui nasce.
    Wow!!! Scambio di opioni alle tre di notte.. un po’ di sonno mi porta via…

    Tito Sartori

    3 agosto 2008 at 02:11

  6. […] Commento ripreso da qui. […]

  7. ah che bello! ne abbiamo discusso a lungo anche su Ibridamenti. E’ un tema che crea fronti decisamente contrapposti… e un pò agita gli animi.

    (ps: complimenti per il blog)

    [Maddalena Mapelli]

    ibridamenti

    3 agosto 2008 at 16:03

  8. ah scusami, il link alla nostra discussione è questo

    http://ibridamenti.splinder.com/post/17941712/villaggio+blog+-+vista+sul+mon

    ibridamenti

    3 agosto 2008 at 16:04

  9. Già. Penso che salerà fuori anche su ibridamenti4! Ho lasciato questo commento anche lì. Lidi virtuali…

    Tito Sartori

    3 agosto 2008 at 16:26

  10. Innanzitutto mi scuso per non aver potuto rispondere tempestivamente ai commenti. Sono stato qualche giorno senza computer, internet, telefono. Comunque grazie, grazie a Tito Sartori, a untitled io, a pessimesempio, a Maddalena Mapelli. L’argomento è vasto e, secondo me, resterà il centro di discorsi e discussioni anche in futuro. Il blog è un campo di sperimentazione relazionale alla ricerca di propri significati. Richiede “azione” e “pensiero”, con la partecipazione di tutti. Ecco perchè è importante una riflessione da più punti di vista, sia nel senso delle diverse discipline accademiche, che nel senso delle prospettive interne alla “blogosfera”, quelle che emergono da narrazioni soggettive o collettive. In questo senso, ibridamenti rappresenta un importante spazio di confronto, un’idea felice che risponde a un’esigenza reale.

    omniaficta

    7 agosto 2008 at 10:34

  11. Soprattutto la cosa bella è discutere in modo critico e con toni anche polemici ma sempre nella forma e nei modi migliori (netiquette..)!

    Questa è una connessione che mi piace. Ci torno! 🙂

    Tito Sartori

    7 agosto 2008 at 11:07


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