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La nave dei folli

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Written by omniaficta

25 gennaio 2008 a 15:56

Pubblicato su contraddetti

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8 Risposte

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  1. In qualsiasi posto, ma via da questo paese. Quando parti fai uno squillo.

    pessimesempio

    26 gennaio 2008 at 17:01

  2. In mio problema è: dove va il Paese? Cioé, dove mi porta? E cosa posso pensare, dire o fare, mentre va senza direzione? Non lo so più. Tutto (quasi) quello che accade in politica interna ha il carattere della trivialità; non c’è nulla di “discutibile”, d’interpretabile, perchè è solo il gioco (stupido) degli interessi minuscoli di persone, famiglie e partitini. Ogni idea viene sfruttata come pretesto, ogni proposta rinviata come ricatto. Bisognerebbe mandare a casa qualcuno (a destra come a sinistra), tanto per dare un segnale di presenza, di salute mentale, tanto per ricordare che non siamo sudditi.

    omniaficta

    27 gennaio 2008 at 10:59

  3. Ma noi, i sudditi,possiamo mandare a casa qualcuno? Pare proprio di no:l’ultima legge elettorale non prevede più neanche la scelta di chi mandare su, figurati giù

    pessimesempio

    28 gennaio 2008 at 08:52

  4. Vorrei tanto poter dire che hai torto. Ma non posso, perchè hai ragione. Questo realismo mi sta bene, ma non possiamo rassegnarci alla sfiducia (in tutti i sensi), non credi?

    omniaficta

    28 gennaio 2008 at 17:02

  5. Oh, unts (e in quell’oh leggici costernazione), ma che ce ne facciamo di questa energia? E’ un’energia non rassegnata (che poi già l’ossimoro la dice lunga sull’impotenza) ma da esasperati, anzi, peggio, da disperati. Letto in piccolo, quel movimento è simile allo scatenamento giocoso dei ragazzini quando tornano da scuola, un bello sfogo d’energia, tanti bei salti, una merenda. E poi? Arriva il momento di fare i compiti, poi. O no?
    Letto in grande, proiettato sul grande schermo storico-culturale del nostro paese, sembra uno di quei ripetuti appelli politico-intellettuali che hanno afflitto l’Italia almeno almeno dai tempi dell’umanesimo-rinascimento fino all’Ottocento. Quegli appelli in cui si dava per perduto il giardino dell’impero, ben che il parlar sia indarno ecc ecc., per cui ci dovevano sempre pensare gli stranieri, a noi. Anche il riferimento che fanno alle legioni romane e così via, sarà pure ironico, ma è veramente triste.
    Richiedo: dove starebbe il valore di tanta energia? Chè l’energia senza direzione implode.

    caracaterina

    30 gennaio 2008 at 17:35

  6. ossignore.

    untitled io

    30 gennaio 2008 at 20:55

  7. e così non avrei capito una cippa?
    beh, càpita.

    caracaterina

    30 gennaio 2008 at 22:05


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