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Dice l’amore

with 14 comments

Ho comprato un libro per una poesia in copertina. L’ingannevole sineddoche delle copertine della bianca Einaudi, sapete. Una poesia non dice tutto, ma sono portato a crederle. Mi sembra una promessa, a volte non mantenuta. Il libro è quello di Erich Fried, È quel che è (sottotitolo: poesie d’amore di paura di collera), tradotto da Andrea Casalegno e introdotto da Luigi Forte. Alla fine mi ha un po’ deluso. Ma non sono pentito. Perchè la poesia in copertina è questa.

 

 

Was es ist

 

Es ist Unsinn

sagt die Vernunft

Es ist was es ist

sagt die Liebe

 

Es ist Unglück

sagt die Berechnung

Es ist nichts als Schmerz

sagt die Angst

Es ist aussichtslos

sagt die Einsicht

Es ist was es ist

sagt die Liebe

 

Es ist lächerlich

sagt der Stolz

Es ist leichtsinnig

sagt die Vorsicht

Es ist unmöglich

sagt die Erfahrung

Es ist was es ist

sagt die Liebe

 

 

 

Quel che è

 

È assurdo

dice la ragione

È quel che è

dice l’amore

 

È infelicità

dice il calcolo

Non è altro che dolore

dice la paura

È vano

dice il giudizio

È quel che è

dice l’amore

 

È ridicolo

dice l’orgoglio

È avventato

dice la prudenza

È impossibile

dice l’esperienza

È quel che è

dice l’amore

 

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Written by omniaficta

16 ottobre 2007 a 22:33

Pubblicato su letteratura

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14 Risposte

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  1. In effetti Fried ha incantato anche me. “E’ quel che è” risulta essere la più interessante della raccolta, nelle altre si perde un po’…ma vale. Quella raccolta ha vendito parecchio, da noi…

    ciao

    ____________________________
    apolide ti invita a visitare il suo BLOG

    apolide

    17 ottobre 2007 at 14:17

  2. Sì, è (in Italia) una scoperta tardiva ma importante, anche per quello che dice di autentico su una stagione che rimane “attuale” e su percorsi biografici che sembrano datati, e invece hanno molto da insegnare.
    Comunque, ho visitato il tuo blog (come da invito).
    ciao

    omniaficta

    18 ottobre 2007 at 14:48

  3. “fu quello che fu”
    E’ una canzone di Battiato. Più emozionante (per me) di questa poesia.

    untitled io

    19 ottobre 2007 at 12:32

  4. Non la ricordo proprio. Comunque, la poesia in questione non è poi così emozionante. Mi piace perchè dice direttamente la cosa, il pensiero, con un’economia di mezzi (anche retorici) veramente rarissima. Suona come una verità non banale.

    omniaficta

    19 ottobre 2007 at 15:02

  5. Ah! questo passato dove il mio rifugio presso di te
    fu quello che fu,
    dove la polvere più pura sulla tua soglia,
    fu quella che fu.
    Duri come pietre come due amici eravamo insieme.
    Preso del tuo cuore ho detto che il nostro legame
    fu quello che fu.
    Irragionevole, non ci poteva niente,
    non potevo immaginarmi senza.
    La follia fu quella che fu, fu quella che fu.
    L’impero delle parole
    la distinzione tra bene e male
    la ripida discesa dal cielo alla terra
    disperata verso l’incarcerazione
    fu quello che fu
    la circumnavigazione
    i nomi che si diedero alle cose
    la gioia e il dolore dell’esistere
    l’enigma del consenso
    le emozionali imprese della specie
    fu quello che fu, tutto fu quello che fu.
    Quel che deve ancora avvenire
    il sorgere della città di Dio
    l’emblema che ci fa forti e sicuri
    oppure pazzi e disperati.
    Ti gridavo: sono disperso, disperso.

    Oh poi naturalmente questa è una canzone e quella è una poesia. Nel senso che qui ci vuole la musica. Sull’economia di mezzi e retorici hai ragione, è un’ATTRATTIVA ormai, in un’epoca così enfatica come questa. Ma nonostante questo: l’amore è già difficile a raccontarsi, se poi pensi di non poterlo raccontare proprio allora non lo fai e basta. Credo. Allora mi emoziona di più la canzone che ti ho copiato perché è più adulta – quella poesia dice di un bambino che punta i piedi, questa almeno racconta di cosa succede puntando i piedi.

    Ma che cavolo mi ha preso.

    untitled io

    19 ottobre 2007 at 18:09

  6. Questa poesia, in effetti, non racconta. Dice che tutto, in noi, è “giudicante”; che ci vuole amore per vedere la cosa (o la persona) in sé. Tutti pensano che occorre essere lucidi e distaccati per percepire al meglio qualcosa, ma non è vero. Prendi i sogni…

    omniaficta

    19 ottobre 2007 at 18:56

  7. (era un’estrema resistenza in effetti, maledizione!)

    untitled io

    19 ottobre 2007 at 22:22

  8. In effetti questa poesia avrebbe incuriosito anche me… Ciao Giulia

    Giulia

    20 ottobre 2007 at 16:31

  9. untitled io: “resistere” è un bel verbo, un’azione d’amore, in effetti.
    Giulia: avrebbe?

    omniaficta

    21 ottobre 2007 at 22:55

  10. Sì, avrebbe, nel senso se l’avessi visto- il libro- avrebbe incuriosito anche me. E anche me, devo dire. Ma troppe volte l’Einaudi manfrognera ci inganna in questo modo e allora ho preso l’abitudine di scartarli e sfogliarli ben bene e poi, se proprio pare che promettano bene, comprarli. Con quel che costano…
    Saluti

    pessimesempio

    24 ottobre 2007 at 17:47

  11. Nel mio caso non era proprio curiosità, direi quasi una folgorazione, un’attrazione un po’ compulsiva. Ma l’ho sfogliato, accontentandomi però di alcuni elementi biografici di Fried a cui sono sensibile: un ebreo “di sinistra” che scrive in tedesco, un tipo impegnato ma non dogmatico, vitale ma non egocentrico. Sono le nostre aspettative a fregarci, a volte, non solo le copertine einaudiane.

    omniaficta

    24 ottobre 2007 at 20:44

  12. Vero, sono le nostre aspettative. Notte.

    pessimesempio

    28 ottobre 2007 at 22:50

  13. ma un libro può prenderci solo così, come una persona, per qualcosa che vediamo fuori, e subito.
    mi piacciono quei libri lì, solo di parola nera su fondo bianco, come se fossero tutti lì. e invece non sono mai tutti lì.
    ciao omniaficta

    manginobrioches

    29 ottobre 2007 at 11:20

  14. manginobrioches: sono proprio contento di trovare tue parole qui. Anche perchè sono vere. Il libro-persona non è una metafora, è cosa da prendersi alla lettera.
    Occorre diventare fondamentalisti della lettura.
    (forse esagero?)

    omniaficta

    29 ottobre 2007 at 20:35


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