The Omniaficta Theatre On The Net

No OGM

with 5 comments

A proposito della diffusione in Europa delle coltivazioni con Organismi Geneticamente Modificati (OGM), finora solo la Spagna può vantarne (si fa per dire) una significativa presenza, anche se percentualmente bassa. Sebbene i sondaggi indichino un’ampia percentuale di europei contrari all’introduzione di queste coltivazioni, le autorità comunitarie sembrano orientate a permetterle. Se va bene potrebbero procastinare ogni decisione.

Per fortuna, si è avviata un’iniziativa di molte importanti associazioni, fondazioni e imprese cooperative italiane – tra le quali la Fondazione Diritti Genetici, la Coop, Slow Food, Greenpeace – per far sentire la voce di quella maggioranza di cittadini contrari agli OGM, che finora è sembrata poco incisiva, persino rassegnata alla sconfitta. Invece si può fare molto e non è troppo tardi per dare una svolta alla faccenda. La campagna “ItaliaEuropa: liberi da Ogm” (presentata oggi a Roma) attuerà una consultazione, attraverso una raccolta di firme, per fare pressione sulle autorità chiamate a decidere e per accrescere l’informazione corretta e la consapevolezza del bilancio tra rischi e benefici.

Sul perchè essere contro gli OGM si potrebbero dire molte cose. Ne dico tre e vedete un po’ se possono bastare. 1) una ragione politica: gli OGM sono organismi brevettati da grandi multinazionali del settore alimentare e/o farmaceutico-biotecnologico, il cui scopo è esclusivamente il profitto, non il miglioramento delle coltivazioni in termini di qualità. Anche nel recente passato queste compagnie hanno dimostrato l’assenza di una qualunque sensibilità etica verso i produttori, i consumatori e l’ambiente. Vogliamo proprio aiutarli a fare più soldi? 2) una ragione scientifica: con gli OGM si introducono nell’ambiente e nella catena alimentare variazioni genetiche di cui non si conoscono assolutamente gli effetti a medio e lungo termine. Non dimenticate che queste “cose” potrebbero finire nel nostro stomaco e influenzare la nostra salute. Si produce inoltre una distorsione della variabilità genetica e dell’equilibrio ambientale, con effetti irreversibili e potenzialmente incontrollabili. Perchè dovremmo correre questi rischi? 3) una ragione culturale: gli OGM escono dai laboratori, non hanno una storia e un legame con nessuna delle popolazioni che li produrranno o li consumeranno. Sono il massimo dell’omogeinizzazione del gusto e della standardizzazione produttiva. Invece di un cibo che sia espressione di una ricca cultura materiale e sociale, finiremmo per alimentarci di “mangimi” imposti con la pubblicità.

Personalmente, ho questo sospetto: che gli OGM siano lo strumento di una nuova forma di colonialismo che si propone di lucrare su un fondamentale diritto, calpestando l’identità e l’autonomia delle persone. Non sapete quanto mi piacerebbe sbagliarmi.

Annunci

Written by omniaficta

10 settembre 2007 a 22:37

Pubblicato su contraddetti, segnalazioni

5 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. In fondo, sono tre ragioni riassumibili in una: ragione etica. L’etica dei legami, delle relazioni.

    caracaterina

    11 settembre 2007 at 22:45

  2. Vorrei darti anche la mia piccola opinione (tra parentesi appoggio appieno la campagna Italia Europa Liberi da OGM): delle multinazionali investono soldi nel progetto OGM, che può servire in condizioni particolarmente sfavorevoli alla coltivazione (non è il caso dell’Italia). Poi queste cose loro le devono vendere, perché le multinazionali non sono società senza fini di lucro. E quindi le vendono a chi possono.
    Ciao, a presto.

    davide9

    12 settembre 2007 at 11:28

  3. Giusto, Davide, “le vendono a chi possono”. Per questo mi piacerebbe che la Autorità competenti si occupassero più dell’interesse generale che di quello tutto particolare delle multinazionali. Anche perchè occorre chiedersi: quello che mi vendono mi è utile o mi danneggia?

    omniaficta

    12 settembre 2007 at 17:09

  4. Domanda a cui tutti vorremmo avere una risposta.
    Molte volte non lo sanno nemmeno i produttori.
    Andando un po’ fuori tema vorrei proporti una domanda complementare:
    “tutto quello che mi compro mi è veramente necessario?”
    Ciao, a presto.

    davide9

    13 settembre 2007 at 09:56

  5. Mah, chi può dire cosa è necessario? In fondo, se hai da bere, mangiare, da coprirti e un posto tranquillo e riparato dove dormire, che altro ti serve? Ma non è tanto semplice. Il contesto culturale e i rapporti interpersonali, ad esempio, sono necessari. Gli oggetti di cui ci circondiamo per farci rassicurare e legare emotivamente alla realtà sono necessari. Certo, compro anche cose inutili, faccio cose inutili. Ma il confine tra necessario e superfluo è incerto.

    omniaficta

    18 settembre 2007 at 18:44


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: