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Archive for Gennaio 2009

“Teologia” della civilizzazione

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Oggi mi sono letto con calma l’articolo del teologo Vito Mancuso, pubblicato ieri da Repubblica. Dice alcune cose che condivido e che potrebbero anche essere il punto di partenza per una rinascita della sinistra. Quello che Mancuso identifica come un difetto della mentalità e della cultura degli italiani è infatti una delle ragioni del successo della destra (della sua parte vincente in particolare, ovvero berlusconi+lega nord): la mancanza di una religione civile. Dice Mancuso: “a differenza degli altri paesi occidentali, manca una religione “civile”, capace di legare responsabilmente l’individuo alla società”. E aggiunge che il nostro paese soffre della “mancanza, all’interno della coscienza comune, di un’idea superiore rispetto all’Io e ai suoi interessi”.  Già da queste affermazioni si capisce di cosa si parla. E basta pensare alle scelte, anche recenti, del Governo per comprendere che è su questa mancanza che si è costruito il patto tra la destra e i suoi elettori. Infatti, prosegue Mancuso, “in Italia i più ritengono che il singolo sia più importante della società, e per il bene del singolo non si esita a depredare il bene comune della società”. Sarebbe una bella cosa se la sinistra si rendesse conto che è la ri-costruzione di quel “legame” carente il suo vero asso nella manica. Che è da questo lavoro culturale e ideale che dovrebbe partire l’elaborazione di una politica capace di unire (prima di tutto la sinistra stessa). Ma che cos’è questa religione civile, dunque: “la religione civile è ciò che consente di rispondere alla seguente domanda: perchè devo essere giusto verso la società? Perchè devo esserlo anche quando la mia convenienza mi porterebbe a non esserlo? Senza un legame di tipo “religioso” con la società , nessuno sacrifica il suo particulare, nessuno sarà giusto quando non gli conviene esserlo e può permettersi di non esserlo.” Sembra piuttosto difficile, questo lavoro. Ma non vedo altro modo.

Written by omniaficta

14 Gennaio 2009 alle 21:47

Senza retorica

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Siamo tornati al lavoro, lasciandoci alle spalle la breve stagione dei doni. Un periodo che dovrebbe anche farci riflettere sulla nostra vita, sul modo in cui stiamo in relazione con il mondo. Ma non c’è tempo, non c’è voglia. Anche a me viene da sorridere al pensiero di tutte le speranze, i propositi, i progetti e persino le utopie che si producono all’inizio di un nuovo anno. Però è solo un breve attacco di cinismo, subito respinto. Andiamo avanti.

Pensiamo a qualche esempio teorico o pratico di cambiare la mentalità prima ancora della realtà. Pensiamo alla speranza di un cambiamento. Tanto per cominciare. Per non fermarci al già visto, all’augurio mille volte sentito e sempre dimenticato.

Written by omniaficta

10 Gennaio 2009 alle 20:32

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